mercoledì 14 aprile 2010

A Milano apre il" Salone del mobile" 2010

Per cinque giorni Milano è al centro del mondo. Design, arte, creatività e concetti astratti diventano evento, attirando addetti ai lavori e curiosi da ogni dove. La vasta superficie espositiva, la varietà dei prodotti presentati, gli standard di eccellenza raggiunti hanno consentito al Salone del Mobile di Milano di richiamare un pubblico che, tra visitatori italiani ed esteri, ha superato le 300.000 presenze. Giunto alla sua 4° edizione, l'evento propone un ricco calendario di rassegne e appuntamenti collaterali che animano tutta la città, occupano spazi anche insoliti e sempre più scenografici come il Fuori Salone. Per il 2010 sono confermati, accanto al Salone Internazionale del Mobile, la biennale Eurocucina, dedicata all’innovazione tecnologica degli elettrodomestici da incasso, il Salone Internazionale del Bagno, il Salone Internazionale del Complemento d’Arredo ed il vivacissimo SaloneSatellite dedicato ai giovani.
Il Salone è aperto al pubblico solo nella giornata di domenica 18 aprile.


Dal 14/04/2010 al 19/04/2010:
Strada Statale del Sempione, 28, Rho - Italia
Apertura al pubblico domenica 18 aprile: € 30,00 tessera coppia - Euro 35,00 tessera famiglia (2 adulti + un minore di 18 anni). Negli altri giorni l'ingresso è riservato agli operatori: € 20,00 tessera valida 1 ingresso - € 40,00 tessera valida 3 ingressi - € 52,00 tessera valida 6 ingressi - € 15,00 tessera 1 ingresso studenti.

lunedì 12 aprile 2010

EXIT FESTIVAL 2010, a luglio a Novi Sad

Chi segue i festival estivi di musica rock ed elettronica, probabile abbia sentito parlare dell’EXIT Festival, che a partire dal 2000, si tiene ogni anno a Novi Sad in Serbia. Dopo lo Sziget Festival di Budapest, è uno dei più grandi d’Europa e nell'ultima edizione ha visto la partecipazione di 190.000 visitatori. Tra i "gruppi di testa" dell’anno scorso c’erano nomi storici come Patti Smith, Kraftwerk e Madness, oltre ai gruppi che hanno dominato la scena musicale degli ultimi anni come Moby, Arctic Monkeys o Green Velvet. Per chi è in cerca di cose meno "commerciali" non sarà deluso, suoneranno infatti nei palchi minori le band ed i dj emergenti o appartenenti alle etichette indipendenti, spaziando tra vari generi, dall’electro-clash all’industrial, dall’ambient al dub. Ovviamente come di tradizione non mancheranno i gruppi locali, che inizialmente erano i protagonisti principali del festival, nato per iniziativa di un’associazione di studenti universitari. Nel corso degli anni la manifestazione si è ingigantita fino a diventare una notevole fonte di guadagno per l’economia della regione Vojvodina.

Quest’anno la quota dei partecipanti dall’estero ha passato quelli autoctoni. Gli inglesi coprono una "gran fetta" del numero di visitatori stranieri ma sono anche i meno benvoluti dai visitatori locali. Questo preciso dato è riportato dall'agenzia TIM di Novi Sad, che si è occupata di fare un indagine sull’evento. Adoperando 1300 visitatori come campione, dalla provenienza e dal profilo diverso, è emerso che l’entusiasmo verso gli stranieri è sensibilmente calato: dal 75% degli anni precedenti al 62% dell’anno scorso. Tra le cause più rilevanti ci sarebbe il comportamento di una consistente parte del pubblico inglese, giudicato “incivile”, notato anche dai visitatori stranieri che li accusano di “ubriachezza molesta, aggressività e scarso senso dell'igiene”. I residenti fanno presente che il festival si sta orientando sempre più verso un pubblico estero, si per una scelta di programmazione musicale ma in particolare per gli standard economici, evidenziando il fatto che sta diventando proibitivo per le tasche di uno studente medio serbo.

In media gli stranieri spendono circa 425 euro durante i giorni della manifestazione, mentre gli autoctoni la metà.

Per chi fosse interessato la prossima edizione si terrà dal 8 all’11 luglio 2010, presso la fortezza Petrovaradin di Novi Sad.

Per informazioni potete consultare il sito ufficiale dell’ EXIT festival, in lingua inglese. Per ora si può anticipare che tra i nomi grossi quest’anno ci saranno i Chemical Brothers.

giovedì 8 aprile 2010

Henri Cartier-Bresson: The Modern Century Retrospective at MOMA

Henri Cartier-Bresson ha detto una volta che la fotografia era "un modo di urlare, di liberarsi, non di provare ad affermare la propria originalità. E 'un modo di vita". La sua straordinaria capacità di catturare la vita in fuga ha fatto del suo lavoro un sinonimo di "momento decisivo", che è stato in seguito titolo del suo primo libro. Questo libro, accompagna una retrospettiva della sua opera al Museum of Modern Art di New York . Mostra in che modo questa sua passione si sia incarnata nel profondo, nella sua visione delle cose e quanto questo lo abbia reso uno dei maestri indiscussi del mezzo. Dopo la seconda guerra mondiale , per la maggior parte trascorsa come prigioniero di guerra, fonda nel 1947, insieme a Robert Capa e a David Seymour, la famosa Agenzia Magnum. Inizierà da qui innumerevoli viaggi in cui farà molteplici reportage che gli daranno fama mondiale.
La mostra si compone di circa 300 fotografie integrate con pubblicazioni di periodici e libri, ed è divisa in 12 sezioni. La prima è dedicata ai primi anni del 1930, quando il giovane ribelle surrealista usava rapidità e la mobilità della sua Leica per inventare un nuovo immaginario di creatività. La seconda sezione, riporta le conseguenze della seconda guerra mondiale e le trasformazioni politiche e sociali del dopoguerra in Asia. Tutto ciò, lo introdusse verso una lunga carriera nel fotoreporter.
Le dieci parti restanti sono a sfondo tematico piuttosto che cronologico.Il terzo, quarto e quinto capitolo vanno ad esplorare l' evocazioni dell'amore, scovati in più luoghi del mondo ed in particolare nella sua terra, la Francia. Una selezione di 34 incredibili ritratti rivelano il suo talento nel colgiere l'anima del soggetto, confermandosi uno dei più grandi rittrattisti del ventesimo secolo.La mostra si conclude con sezioni dedicate a incontri e raduni di ogni genere.
Emerge, nel suo insieme la figura di un acuto osservatore del panorama globale dell'umanità ed autore della più completa, più varia, ed ampia portata d'immagini prodotta nel secolo moderno.




Henrie Cartier-Bresson : The Modern Century:
The Museum of Modern Art 11 West 53 Street New York, NY 10019
April 11–June 28, 2010

mercoledì 7 aprile 2010

KUBRICK IN BIANCO E NERO

Prima di mettersi dietro la cinepresa Stanley Kubrick aveva lavorato per cinque anni (dal 1945 al 1950) come fotografo per la rivista americana Look.

A Milano, il Palazzo della Regione ospita dal 16 aprile al 4 di luglio, in prima mondiale, duecento delle sue foto, i cui negativi (più di 20mila) sono custoditi dalla Library of Congress di Washington e dal Museum of the City di New York. Il suo primo scatto, pubblicato il 26 giugno 1945 da Look, mostrava il volto affranto di un edicolante dopo la morte di Roosevelt.
Quell'immagine conquistò gli editor della rivista americana, affascinati al punto da offrire al giovane Kubrick l'assunzione come reporter, a soli 17 anni. L'occhio curioso e indagatore del fotografo - che nascondeva il filo dell'apparecchio sotto la giacca e l'interruttore nel palmo della mano - si concentra sull'America del dopo guerra e sulle sue contraddizioni: sorrisi e gambe scoperte che ballano, personaggi dello sport e dello show-biz, quasi eroi come Montgomery Clift. E ancora università con le aule gremite, studenti in perfetta uniforme che suonano l'arpa in assoluta compostezza. Anche in quelle immagini si rintraccia il senso estetico, talvolta estremo, inquietante, ed insieme l'ironia del cinema di Kubrick, che ha sempre cercato di svelare il beffardo ed amaro della realtà che raccontava.

• nella foto in alto a dx Stanley Kubrick in un autoscatto
• le altre immagini fanno parte dei suoi scatti personali.


Dal 16/04/2010 al 04/07/2010:
Palazzo della Regione, Piazza dei Mercati 1-
20123 Milano (MI)
(zona centro storico)

ShinyStat